VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA E PSICOPATOLOGICA

Per valutazione in psicologica si intende un approfondimento relativo all’area cognitiva, emotiva e/o comportamentale, con l’obiettivo di comprendere il funzionamento globale di un individuo. Questo processo può avvenire tramite la raccolta di informazioni mediante colloqui, osservazioni, somministrazione di test o questionari. il fine è quello di verificare se vi sia la necessità, dunque di pianificare, un intervento terapeutico.

La valutazione neuropsicologica permette di ottenere informazioni rispetto ad una famiglia di processi mentali, essenziali per la salute mentale e fisica, per il successo scolastico e nella vita, e per lo sviluppo cognitivo, sociale e psicologico (Diamond, 2013). Le prove neuropsicologiche somministrate al bambino sono finalizzate alla valutazione dei diversi domini cognitivi come: capacità attentiva (attenzione sostenuta e selettiva) e di altri processi quali la capacità di inibire risposte automatiche apprese, monitorare e autoregolare i propri comportamenti e le proprie risposte, comprendere e cambiare una serie di regole. Mentre la valutazione cognitiva permette di conoscere il livello di maturità raggiunto dal soggetto.

L’obiettivo della valutazione è determinare se il livello cognitivo e le funzioni esecutive possono essere considerate in linea con lo sviluppo rispetto ai bambini con pari età cronologica.

La valutazione psicopatologica indaga il funzionamento generale della persona riguardante l’aspetto psicologico, la traiettoria personologica e l’eventuale inquadramento diagnostico di tipo psicopatologico, attraverso l’uso integrato di questionari, batterie e test, colloqui clinici e valutazioni osservative. In particolare, si indagano le motivazioni, i bisogni i conflitti, le risorse, le caratteristiche, le esperienze evolutive passate e attuali, così come l’esperienza di sè e degli altri e delle relazioni tra sè e gli altri (Westen, 1998). Ovviamente, ogni processo diagnostico si deve necessariamente confrontare con la natura soggettiva dell’esperienza delle persone coinvolte, all’interno di una matrice relazionale (Colli, 2019).

L’obiettivo è quello di valutare il rischio o meno di una sintomatologia clinicamente significativa e di una possibile traiettoria psicopatologica.

Indicativamente, il percorso è così strutturato:

  • primo incontro conoscitivo con i genitori e il bambino/adolescente
  • secondo incontro osservazione del bambino/ colloquio con l’adolescente
  • terzo/quarto incontro somministrazione test/questionari al bambino/ adolescente e ai genitori
  • quinto incontro restituzione e consegna della relazione

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