La Depressione

E’ una psicopatologia molto comune e rientra nell’area dei Disturbi dell’Umore.
I sintomi più comuni sono pensieri automatici negativi, relativi a temi di sfiducia in se stessi, incapacità, indegnità, non amabilità, senso di fallimento personale. La visione negativa oltre ad essere rivolta verso di sé, lo è anche verso gli altri, percepiti per es. come disinteressati e/o denigranti, e verso il mondo, inteso come ambiente ineluttabile, problematico o insopportabile. Anche la visione del futuro viene intaccata: tutto risulta complicato e insormontabile, come il presente, pertanto il risultato è spesso quello di un blocco e inattività. Questa reazione protegge l’individuo, prevenendo così un ulteriore fallimento. Vi sono diverse modalità di manifestazione dei sintomi, comunque la condizione classica avviene con episodi distinti di almeno due settimane di durata, creando un deficit nel funzionamento quotidiano e relazionale della persona, sia nei grandi che nei piccoli, ovviamente con le differenze del caso.

I fattori che influenzano questa condizione mentale possono essere di tipo biologico, psicologico e sociale; il più delle volte è molto complesso delinearli. E’ stata osservata una maggiore probabilità se da un punto di vista genetico il soggetto ha avuto altri casi in famiglia. Può essere collegata ad una ipersensibilità del sistema nervoso centrale alle variazioni di estrogeni e progestinici, legate sia al ciclo mestruale che al parto. Ma queste da sole non bastano. Spesso accadono situazioni che attivano tale condizione, creando una serie di conseguenze a livello emotivo, cognitivo e comportamentale e fisiologico. I sintomi emotivi possono essere: umore depresso, disperazione, senso di impotenza. I sintomi cognitivi, ossia quelli relativi al pensiero, possono tradursi in: demotivazione, pensieri automatici negativi, costruzione e prospettive cognitive negative, distorsioni cognitive e difficoltà di concentrazione e di memoria. I sintomi comportamentali possono essere: isolamento, passività, rallentamento o agitazione motoria. I sintomi fisiologici: disturbi del sonno, dell’appetito, della sessualità, e un generale senso di affaticamento.

In base alla situazione specifica e all’età della persona, la psicoterapia e un eventuale intervento farmacologico possono ridurre notevolmente questa sintomatologia, permettendo all’individuo di recuperare il proprio funzionamento adattivo. Nello specifico, la psicoterapia offre strumenti e tecniche per modificare attivamente questa condizione e promuovere un cambiamento. L’obiettivo è quello di modificare la prospettiva dell’individuo, soprattutto nei casi più complessi, partendo a volte anche da semplici attività quotidiane che l’individuo aveva lasciato, come per es. alzarsi dal letto, la cura di sè, uscire per piccole camminate. Successivamente si lavora sugli aspetti del pensiero e relazionali.

Bibliografia

  • M. Di Pietro e E. Bassi (2013). L’intervento cognitivo-comportamentale per l’età evolutiva, Erikson

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